Farmacia dei servizi o bazar?

February 27, 2018

Una decisione da non rimandare

 

Le farmacie si trovano oggi ad un bivio. Possono cambiare pelle e trasformarsi in “bazar del benessere”, punti vendita che alla vendita di medicinali affiancano quella di peluche, pantofole e borse dell’acqua calda di tutte le fogge e colori. Oppure, come auspicato a più riprese da Andrea Mandelli, Presidente dell’Ordine Farmacisti Italiani, diventare un presidio di prossimità in grado di fornire una vasta gamma di servizi e seguire il cliente-paziente nel suo percorso di cura, andando oltre il ruolo di dispensatori di farmaci.

 

Di questo, ho parlato con gli studenti del Corso Executive “La farmacia come impresa”, nella lezione che ho tenuto sabato scorso al Centro Universitario di Organizzazione Aziendale (CUOA), una tra le più importanti scuole di management d’Italia.

 

Verso una nuova idea di farmacia

 

Personalmente, credo che i farmacisti non possano rimandare ancora per molto la decisione su quale direzione intraprendere. Minacciati da nuovi competitors – l’ombra del gigante Amazon su tutti –e da una nuova legge che favorisce l’ingresso nel mercato di grandi catene, i professionisti del settore delle farmacie, si trovano di fronte a sfide che possono essere affrontate solo andando verso una nuova idea di farmacia. Per farlo, occorre utilizzare al meglio le nuove tecnologie, dai social network all’automazione, nonché prestare attenzione alle logiche di marketing che rivestono sempre più importanza nel mondo delle farmacie. 

 

 

 

 

 

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